Ti sei appassionato a dipingere e hai deciso di cimentarti con i colori più “nobili” ovvero quelli ad olio. Dopo tanta pratica hai deciso di comprare delle tele e hai ottenuto risultati soddisfacenti dal tuo lavoro. Tutto finito? Affatto, ti manca un passaggio che probabilmente sfugge a chi ha da poco iniziato a praticare l’arte di pittura: utilizzare la vernice finale.

Tutti i colori infatti sono dei composti chimici che interagiscono con l’atmosfera che li circonda: umidità, pulviscolo atmosferico, varie sostanze inquinanti… tutto ciò col tempo si combina con i nostri colori e tende a far perdere brillantezza al nostro quadro e alla lunga lo rovina irrimediabilmente.

D’altronde questo ci appare evidente ogni volta che andiamo a visitare una mostra di pittura: atmosfera controllata rigorosamente, sia in termini di variazioni di temperatura che di livello di umidità e spesso, per quadri particolarmente delicati, persino una teca in vetro che li protegge.

Immaginiamo quindi quello che può succedere ad un quadro in un ambiente domestico, dove la temperatura è ben più variabile e l’aria è continuamente inquinata, non solo dall’esterno ma anche dall’interno con vapori di cucina o fumo di sigarette.

Molti potranno pensare che il processo di invecchiamento di un quadro faccia parte del suo fascino e l’applicare una vernice protettiva alteri questo processo, ma in realtà non è così. Un quadro lasciato in balia di qualunque tipo di agente esterno non risulterà “naturalmente invecchiato” ma solo “sporco”.

L’effetto del tempo su un dipinto tenderà man mano ad impastare i colori, ad alterarne la tonalità a farne perdere i dettagli. Quello che il pittore voleva esprimere quando si accingeva a creare un quadro sarà col tempo perduto o completamente travisato.

Questo già sarebbe un ottimo motivo perché tu voglia applicare sulla tua opera una vernice finale ma in realtà non è il solo.

Perché usare le vernici finali su quadri ad olio

Una delle obiezioni che possono sorgere naturalmente può essere la seguente: anche la vernice finale, interagendo con l’ambiente esterno, subirà delle modifiche e col tempo influenzerà l’aspetto del dipinto. Questo è senz’altro vero, ma se sceglieremo correttamente quale utilizzare avremo un duplice effetto:

  •        La vernice finale non interagirà con i colori originali lasciandoli inalterati
  •        Risulterà agevole per un restauratore, una volta rimossi gli strati che vi si depositeranno sopra, rimuovere la vernice finale (e solo quella!) utilizzando appositi solventi, riportando alla luce i colori originali, per poi proteggere nuovamente il dipinto con un nuovo strato di vernice finale.

Il primo motivo per utilizzare una vernice finale quindi è proprio questo: applicare tra i colori ad olio e l’ambiente circostante una barriera che li protegga dagli agenti atmosferici e dai raggi UV e che possa all’occorrenza essere facilmente rimossa e sostituita con una nuova, per far tornare un dipinto al suo originale splendore.

La vernice finale avrà poi anche un compito “creativo”: a seconda del tipo scelto infatti, questa potrà più o meno efficacemente far contrastare i colori sulla tela. Quando imparerai a padroneggiare gli effetti di ciascun tipo di vernice potrai utilizzarli a tuo vantaggio per contribuire a creare l’effetto da te desiderato.

Per immaginare che effetto potrebbe avere una vernice sui colori del tuo quadro, pensa ad un ciottolo colorato che puoi trovare sul letto di un fiume o in riva al mare e pensa ora ai suoi colori quando è asciutto e quando invece è bagnato. Una vernice può dare quello stesso tipo di effetto in maniera molto più duratura e costante nel tempo.

Devi inoltre considerare un altro aspetto: quando il tuo dipinto sarà finito sarà facile che presenti delle differenze in alcune sue parti. Questo è assolutamente naturale e può essere ad esempio la conseguenza di una maggiore quantità di colore utilizzata o del differente tipo di pennellata utilizzata in alcune aree.

La vernice finale sarà quindi molto utile per uniformare l’aspetto di un quadro, uniformandone la brillantezza ed eliminando i riflessi indesiderati presenti in alcune aree del dipinto.

A seconda dell’aspetto che vorrai dare al tuo quadro esistono vernici brillanti, opache o satinate tra le quali potrai scegliere. Un’altra scelta che dovrai effettuare è se usare delle vernici naturali o sintetiche. La prima richiede valutazioni puramente creative dove ovviamente l’unico criterio sarà il tuo personalissimo gusto, mentre la seconda invece riguarda le caratteristiche tecniche della vernice.

Le vernici di origine naturale sono ovviamente quelle utilizzate da più tempo e di conseguenza se ne conoscono benissimo gli. Senza scendere in inutili dettagli elencandole tutte, ti sarà sufficiente sapere che quelle maggiormente utilizzate per la pittura ad olio sono le vernici agli olii essenziali.

Sono ottenute mischiando delle resine naturali, dalle quali prenderanno il nome, con essenza di trementina. Le più diffuse sono damar, ambra, copale e mastice. Disponendo delle relative resine ti sarà possibile ance preparartele da solo, oppure potrai comprarle già pronte all’uso.

Le vernici sintetiche hanno composizioni chimiche complesse e per lo più non note. Hanno però il vantaggio di essere create mediante lo studio a priori delle reazioni chimiche alle quali dovranno far fronte e pertanto, grazie al progredire della tecnologia, alcune sono davvero ottime. Sono inoltre generalmente più economiche di quelle naturali, cosa che indubbiamente non guasta!

VERNICE FINALE LUCIDA

VERNICE FINALE OPACA

Se a questo punto ti avrò convinto, una che volta finito di colorare una tela, ti accingerai a stendere lo strato di vernice finale… NON FARLO!!! Per lo meno non subito.

Per comprendere questo importante aspetto dobbiamo capire in che modo i colori ad olio si fissino sulla tela diventando stabili: non basta che il colore sia alla vista e al tatto completamente asciutto. Questo processo chimico si chiama polimerizzazione e l’asciugatura superficiale ne è solo il primo e più breve passo: perché un colore ad olio si stabilizzi è necessario che passino almeno sei mesi se non addirittura un anno. Solo alla fine di questo periodo si potrà procedere con l’applicazione della vernice finale che altrimenti impedirebbe di fatto questo processo.

Se hai la necessità di proteggere un tuo dipinto prima di questo periodo, magari perché vuoi esporlo ad una mostra, potrai utilizzare quelle che si chiamano vernici da ritocco che si possono usare persino durante la lavorazione stessa del quadro. La loro formulazione chimica ha infatti il vantaggio di consentire la corretta polimerizzazione del colore terminata la quale si potrà procedere alla stesura della vernice finale.